- Intervento de “La Tribuna di Treviso”sulle Fosse lasciate nel degrado: il caso che fa discutere la città

Rifiuti, fanghi e puzza Fosse lasciate nel degrado
La cornice della statua del Giorgione, attorno al castello, è una pessima cartolina È colpa della secca per i lavori sul ponte di via Garibaldi. Il Comune: «Ripuliremo»
Articolo di DAVIDE NORDIO su La Tribuna di Treviso
CASTELFRANCO Fosse trasformate in stagno con tanto di rane gracidanti, erbacce e odori maleodoranti, sporcizia: è la spiacevole conseguenza della chiusura della circolazione dell’ acqua per permettere di eseguire i lavori di consolidamento del ponte Garibaldi. Anche per effetto delle piogge dei giorni scorsi la vegetazione è cresciuta a dismisura: a essere colpita particolarmente proprio la riva sul lato di piazza Giorgione, dalla statua del pittore fino al ponte Garibaldi. Una situazione sotto gli occhi di tutti, vista la presenza della passerella temporanea che permette di accedere dalla piazza all’ interno del castello. Soprattutto a dare fastidio sono gli olezzi in orario serale: insomma non è proprio un bel vedere la situazione che si è creata in questi giorni.
La denuncia
A denunciare il degrado è anche il referente castellano di Articolo 1, Mario Bertolo: «”La città che amiamo”, recita lo slogan della Lega, ma abbiamo qualche dubbio. Castelfranco è una città d’ arte e Giorgione il suo più illustre concittadino. Immaginiamo i commenti e i ricordi della città che i visitatori porteranno con loro dopo aver visto le condizioni in cui si trovano la statua del Giorgione e il fossato della cinta muraria. Ben vengano i lavori di restauro del ponte di via Garibaldi, i quali scommettiamo saranno puntualmente ultimati in tempo per le elezioni comunali del prossimo 21 settembre, ma possibile che dei centomila euro che sono stati stanziati non fosse possibile destinare l’ uno per cento (ovvero mille euro) per mantenere in condizioni dignitose la zona “cantiere”? È vero che l’acqua non può circolare per permettere i lavori, ma lasciare il fossato dell’ intera cinta muraria e soprattutto la statua di Giorgione in condizioni degne di un acquitrino paludoso ce ne vuole. Possibile che non si potesse tagliare le erbacce e pulire dalle immondizie che inevitabilmente si stanno accumulando? L’amore si vede soprattutto dalle piccole cose…».
Il Comune
«La situazione purtroppo è nota – replica l’assessore ai lavori pubblici Roberto Filippetto – tant’è che abbiamo già dato indicazioni per una ripulitura da parte di Contarina in modo da poter eliminare le erbacce per tornare a una situazione di normalità e risolvere le conseguenze spiacevoli del blocco del flusso dell’ acqua. Si tratta di un intervento straordinario, perché come è noto, la manutenzione delle fosse compete al consorzio di bonifica Piave». La “secca” rende anche visibile una certa quantità di rifiuti finiti nelle fosse ma anche una situazione non proprio rosea degli argini: «È fuor di dubbio che sarebbe necessario un intervento a fondo – risponde Filippetto – ma purtroppo i costi sono elevati, circa 200 mila euro. Il problema non è tanto il lavoro in sé, ma il fatto che i fanghi sono considerati alla stregua di rifiuti speciali e quindi con alti costi per il loro smaltimento. Inoltre è necessario prima procedere a un’ analisi degli stessi fanghi. La speranza è che questo intervento venga fatto quanto prima, ma ci devono essere anche le condizioni: quella più favorevole è la periodica “asciutta” che mette le fosse a secco, consentendo così di intervenire»

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