Le Invisibili

È uscito, edizioni Einaudi, un libro della britannica Caroline Criado Perez dal titolo “Invisibili”.

Invisibili non sono in questo caso gli immigrati che non hanno ricevuto il permesso di soggiorno e girano per il paese più o meno senza diritti, sfruttati, senza contratto regolare e le garanzie dei lavoratori, nelle aziende che richiedono manodopera a basso costo oppure come manovalanza della criminalità organizzata.

Qui si parla delle donne, la metà del cielo che esiste nella materialità, almeno qui in occidente, ma non si vede nelle scelte, e pubbliche e private.

Il lavoro a costo zero, le toilette pubbliche uguali quando ci sono esigenze diverse tra i generi, il prodotto rivolto a tutti, ma con caratteri che si adattano al corpo maschile e disturbano quello femminile, la medicina sperimentata solo su persone di sesso maschile e inadatta alle donne, sono tra le devianze all‘eguaglianza dovute di fatto, e qui l’autrice batte il chiodo, alla poca presenza di donne nei posti che decidono. Esclusione voluta e su cui la Criado Perez in verità non si interroga, ma di cui esamina i meccanismi coscienti e inconsci per perpetuarla. Chiude con i danni della mancata partecipazione delle donne alla ricostruzione dopo catastrofi naturali.

Non è un libro femminista se diamo al termine il significato di lotta frontale al genere maschile che sfrutta le donne volutamente, con regole economiche sociali basate su canoni etici e morali che privano di voce quello femminile. È un pre, una disamina delle differenze effettive dei diritti tra i generi nonostante petizioni di principio in tante legislazioni e dichiarazioni universali. Un richiamo a ciò che tutti possono vedere se vogliono osservare la realtà che li circonda con occhio attento e critico, ponendosi delle domande su ciò che viene proclamato e su ciò che viene poi realizzato. Come dire: prima conoscere e poi giudicare.

Se il lockdown ha bloccato un sistema e oggi si parla di un nuovo riavvio, non c’è nulla di meglio per modificare modello di sviluppo in una logica progressista, che vuole ridurre le diseguaglianze, che prendere in esame la diseguaglianza più forte e più invisibile, quella tra uomini e donne dello stesso paese. Quindi un libro che cade a pennello sulla situazione di oggi. Da leggere.

Paola Poldelmengo

 



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