Marmolada: usciamo dall’emergenza

Non solo nomi, ma vite e famiglie a cui non si tornerà più: dietro alla retorica delle morti in Marmolada, al di là delle singole storie, vi è un sistema di sviluppo che da anni non è più sostenibile e il vuoto su cui si affacciano oggi le scelte individuali e comunitarie, che si trovano davanti a sfide imponenti e domande che non hanno risposta, diventa difficile da affrontare. Un “oggi ambientale” che preoccupa i più, ma non evidentemente la politica o non abbastanza. E nel grande calderone della retorica del dolore che da domenica ha incessantemente invaso giornali e mezzi di comunicazione, notiamo che la politica, anche in quest’occasione, ha fatto sfoggio del suo miglior abito, senza dare però risposte.

Attendiamo il prossimo evento calamitoso, altrettanto irrompente e doloroso, che per qualche attimo, ci riporti con i piedi per terra e ci faccia sentire urgente l’esigenza di adottare stili di vita che proteggano il nostro pianeta e assicurino un futuro dignitoso ai nostri figli. Nella retorica del dolore, la caccia alle responsabilità, come sempre accade in questi casi, si è fatta spietata anche questa volta: ci offre un brandello di stoffa a cui aggrapparci, quando i problemi come il degrado ambientale, rischiano di soverchiarci.

Come Forum Donne Articolo Uno Veneto, nel rispetto di questa e delle altre tragedie che sempre più spesso si susseguono, tragedie in cui sempre più spesso muoiono persone, invitiamo a trovare strumenti nuovi e un modo nuovo di approccio ai problemi ambientali. Chiediamo un’economia “dolce”, rispettosa innanzitutto dei tempi dell’uomo, pregna di quella cura verso ciò che ci circonda, che da sempre caratterizza le donne.  Crediamo che questo passi anche per l’adesione politica e che mai come oggi la Politica con la P maiuscola, debba tutelare concretamente noi e quanto abbiamo di più caro. Soprattutto crediamo che avere una politica più in assonanza con i reali bisogni dell’uomo, sia non solo possibile, ma anche una necessità. Tocchiamo con mano la disaffezione delle persone verso la sfera pubblica, ma crediamo con forza e in modo fattivo che questo muro di frustrazione si possa rompere.

Crediamo non basti più la dimensione privata dell’essere un “bravo cittadino” tra le quattro mura per risolvere la crisi climatica che abbiamo di fronte e che gli sforzi dei singoli abbiano bisogno di una cornice pubblica, solidale e sociale in cui sentirsi sostenuti e camminare insieme. Per questo, come Forum donne, chiediamo con forza, la nostra forza di donne, dolce ma determinata, rispettosa e inclusiva, che la Politica abbia il coraggio di cambiare direzione, che abbia il coraggio di sostenere un ruolo della montagna diverso, fatto anche di piccole cose, di cura, vicinanza alle persone. Chiediamo che la Politica prenda atto che “certi paesaggi” della nostra infanzia ce li siamo lasciati alle spalle da molto tempo e che non torneranno più, ma che questo deve essere il perno per cercare una vocazione nuova per la montagna, meno predatoria, meno invasiva ma più sostenibile, in grado di dare speranza per il futuro, a noi e a chi ama e mantiene viva la montagna e ogni altro ecosistema. Chiediamo una politica che di fronte alle emergenze climatiche sempre più frequenti, non offra solo palliativi, come l’emanazione dello stato di emergenza o le condoglianze, ma che sia in grado di mettere da parte l’orgoglio e gli interessi privati per rivedere alcune scelte economiche, anche importanti come per il Veneto sono le prossime Olimpiadi invernali, la gestione dell’agricoltura, del turismo e delle infrastrutture. Non possiamo aspettare la prossima disgrazia.

Scritto da: Maria Elena Tonin
Forum Donne Articolo UNO Veneto
Referente: Catrini Delizia