75 Anni di Repubblica

Care Compagne e Cari Compagni,
Buona Festa della Repubblica.
Dopo 75 anni è ancora opportuno ricordare perché continuiamo a commemorare un cambio di regime che ci ha portato pace, democrazia e prosperità.
Appare però sotto gli occhi di tutti la necessità di continuare il lavoro delle madri e dei padri costituenti, così come sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà che stiamo vivendo e che ci porteranno un giorno a ricordare questi anni come quelli della grande pandemia (sindemia mi parrebbe più appropriato) e classificare il periodo storico come pre e post pandemia.
Viviamo l’auspicio di poter presto uscire dalle restrizioni, non perché c’è un calo di qualche indice statistico, ma perché c’è la certezza scientifica che le azioni intraprese hanno avuto effetto. Vediamo e viviamo tutti grandi difficoltà, ma non minori erano quelle di chi volle allora chiudere con il passato ed avviarsi alla Repubblica. Sono certo che anche questa fase la chiuderemo e sapremo riavviarci forti nei valori costituzionali che abbiamo a cuore.
In questi mesi non possiamo però non vedere come la spinta a completare molti impegni legislativi della Carta abbiano anche perso la loro forza iniziale. Penso al forte spirito dirompente di equità e riscatto che tuttora non riusciamo a completare neppure sull’aggiornamento ai nuovi diritti essenziali.
Parimenti rileviamo anche come si stia riportando indietro le lancette della politica. Lo Stato sta ritornando a controllare quel patrimonio industriale e produttivo che si volle allora in mano pubblica con l’Istituto della Ricostruzione Industriale (vedi le cronache dell’Ilva e di Autostrade solo per citare le ultime) o la forte imposizione del pubblico sul privato che ci sta aiutando nelle produzioni specifiche per superare la crisi pandemica oltre che nelle cure ed assistenze sanitarie. Siamo ritornati al periodo pre-privatizzazioni.
E’ ulteriormente sotto gli occhi di tutti una crisi anche si sistema: questo periodo è unito agli anni 90 (quello della crisi della politica e degli interventi sulla Carta come il Titolo V che in questi mesi ha dato il peggio di se…). Con serietà e consapevolezza ricordiamoci che in quegli interventi un ruolo non marginale ebbe la Sinistra.
Ed oggi dobbiamo avere la forza delle madri e dei padri costituenti: dobbiamo ripartire da sondaggi elettorali terribili per il centrosinistra. Dobbiamo tutti capire che quel periodo iniziò un lavoro che si doveva completare negli anni; un lavoro continuo, progressivo. Con spirito progressista spetta sempre a noi portarlo avanti. Noi tutti nelle nostre piccole ma convinte attività dobbiamo ritornare a manutenere quella casa politica che ci appartiene. Il nostro impegno sia quello di adoperarsi affinché il tempo della ricostruzione che stiamo vivendo sia da noi svolto con l’attuazione di quei valori e impegni.
Fraterni saluti,
Michele Seno



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