Treviso 24 aprile 2020
All’assessora Elena Donazzan
Venezia
Gentile Assessora,
Le scrivo come donna che opera in una forza politica democratica .
Sappiamo da sempre che Lei ha nostalgia del ventennio mussoliniano. Non è una novità. L’italia democratica ha spazzato il regime fascista , ma non può certo impedire personali simpatie del passato che covano negli animi di chi, come Lei, non ha ancora capito che se può manifestarsi, ed essere assessora, lo deve alla Costituzione scritta dai partiti della resistenza e dai partigiani.
Fa sorridere quello che Lei ha postato mercoledì scorso nella sua pagina FB contestando l’autorizzazione data all’Anpi di celebrare il 25 aprile, insinuando una deroga non giustificata al codice Ateco. L‘autorizzazione, come Lei deve sapere, è subordinata al rispetto delle restrizioni per emergenza corona – virus. La Sua sparata è pretestuosa e in malafede e, grave, disinforma.
Ma soprattutto mi sgomenta la mancanza di logica o di coerenza, come la si vuol chiamare, della Sua figura: una rappresentante di un’ideologia che non ha mai ammesso la voce femminile nel mondo politico parla contro coloro che, dopo la guerra partigiana, Le hanno permesso di essere rappresentante di un’istituzione. Un ossimoro o un auto goal, scelga Lei . Se il Suo partito fosse coerente Le consentirebbe solo un ruolo di fedele ancella laboriosa e obbediente, ma soprattutto muta …e se lei fosse coerente starebbe zitta.
Ringrazi, invece, i partigiani, coloro che hanno messo nei principi della Costituzione l’eguaglianza dei cittadini e che hanno dato il diritto dell’ agire politico a Lei e alle altre donne del Suo partito.
E non lo dimentichi mai.
Con cordiali saluti
Paola Poldelmengo – Segretaria Articolo Uno città di Treviso


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